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Gli infortuni sul lavoro (che avvengono
cioè in orario di lavoro e in ambito lavorativo) sono spesso legati alla
mancanza o alla trascuratezza dei sistemi tecnici di sicurezza sulle macchine
e gli impianti.
Sono numerosi però anche gli infortuni comportamentali: legati
cioè ai comportamenti dei lavoratori. Questi infortuni non dipendono tanto dalla pericolosità
intrinseca del tipo di lavorazione o della macchina, ma da fattori come l'attenzione,
la percezione, la consapevolezza del rischio, la
motivazione verso il lavoro, il clima organizzativo, la
comunicazione.
L’assunzione
di sostanze psicoattive altera sempre, in qualche misura, la percezione di sé
e della realtà: va quindi ad influire
proprio su questi importantissimi
fattori.
Anche le sostanze che sembrano temporaneamente incrementare le prestazioni stimolando l’attenzione o riducendo
il senso di fatica/stanchezza (per esempio anfetamine e cocaina) in realtà logorano chi ne fa uso,
impediscono una corretta percezione della realtà, modificano l’umore, creando
non di rado tensione e problemi nei rapporti interpersonali.
Altre sostanze con effetto rilassante
(cannabinoidi, eroina, alcool, tranquillanti), riducono generalmente, in
varia misura, anche la prontezza dei riflessi e la coordinazione dei
movimenti, e, talvolta, la percezione del rischio e la motivazione al lavoro.
Tutte le sostanze con qualche effetto
allucinogeno (acidi, cannabinoidi, ecstasy) provocano una percezione distorta
della realtà: le cose appaiono ‘diverse’ nelle proporzioni, nelle distanze o
nei colori.
L’uso di sostanze psicoattive diventa
particolarmente rischioso per sé e per gli altri se si manovrano automezzi o
macchinari, se si manipolano sostanze
pericolose, o se si lavora in cantieri : compiti che richiedono sempre
attenzione vigile, corretta percezione delle distanze, buona coordinazione
oculo-manuale, riflessi pronti.
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