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Esistono vari tipi di doping, utilizzati in particolari periodi
della stagione agonistica:
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periodo pre-gara, durante
la preparazione, per tentare di aumentare le masse muscolari e la forza
fisica (steroidi);
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durante la gara, per
ridurre il senso di fatica, o per stimolare il sistema nervoso centrale o,
infine, in alcuni sport, per ridurre il livello di ansia (anfetamine, amine simpaticomimetiche, tranquillanti,
betabloccanti ecc.); o ancora per tentare di aumentare il trasporto di
ossigeno e quindi la resistenza fisica alla fatica (epo-autotrasfusione);
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dopo la gara, per
riacquistare il più velocemente possibile le energie (frequente nei ciclisti
durante le corse a tappe).
Le classi di farmaci più frequentemente utilizzate a fini dopanti
sono gli steroidi anabolizzanti e le sostanze eccitanti.
Il doping può causare danni molto seri all’organismo, perché lo
stimola a sostenere sforzi eccessivi (fino a morire di stanchezza, perché non
ci si accorge di essere sfiniti o a riportare danni permanenti) e/o ne
modifica il funzionamento.
A seconda del tipo di sostanze, le conseguenze, anche letali,
possono riguardare: il sistema cardiovascolare e circolatorio, il sistema
respiratorio, il sistema muscolare, tumori di origine chimica, teratogenesi
(malformazioni al feto per le atlete in stato di gravidanza), mutagenesi
(mutazione di una cellula germinale portatrice di caratteri ereditari nella
prima o nelle successive generazioni).
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