Posso Scegliere a.s.2007-2008

 
 
 

 

DPD - PROGETTO “POSSO SCEGLIERE” A.S. 2007-08

 

INTRODUZIONE

 

Il programma “Posso scegliere” si è basato su un ciclo di tre incontri di due ore ciascuno, indirizzati agli alunni di una classe III della Scuola Media di Vespolate, nell’ambito delle attività del “Laboratorio Salute”. 

Durante il primo incontro sono state fornite agli studenti le informazioni più aggiornate in merito ai rischi derivanti dall’uso e dall’abuso di alcool e cannabis, verificando le conoscenze degli studenti e fornendo loro informazioni corrette ed esaustive. L’incontro è stato condotto dalla Dott.ssa Maria Cristina Vallone, del Dipartimento “Patologia delle Dipendenze” s.c. Ser.T. dell’ASL “NO”.

Il secondo incontro ha introdotto i concetti, fondamentali nell’ambito della prevenzione di comportamenti a rischio, di ASSERTIVITA’ e di AUTO-EFFICACIA. Il Dott. Paolo Pignatelli ha così fornito ai ragazzi la possibilità di sperimentare strategie di rifiuto di condotte pericolose per la salute, secondo le linee guida della N.I.D.A. (National Institute for Drug’s Administraction – USA).

Le linee guida della N.I.D.A. in materia di prevenzione, suggeriscono che l’esercitazione pratica di tali strategie possa modificare e migliorare, anche dopo diverso tempo, il processo decisionale tra i pre-adolescenti e conseguentemente ridurre la cronicizzazione di eventuali comportamenti a rischio. E’ appurato come tali esperienze educative possano incrementare l’auto-stima dei partecipanti e la loro adesione ai principi delle “Life skills”. “Con il termine <Skills for life> si intendono tutte quelle skills (abilità, competenze) che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. La mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l’instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress……. Per insegnare ai giovani le Skills for life è necessario introdurre specifici programmi nelle scuole o in altri luoghi deputati all’apprendimento. (Bollettino OMS <Skills for life> n. 1 1992)”.

            L’ultimo incontro è stato condotto dall’educatore professionale Andrea Meloni che ha lavorato insieme ai ragazzi per la costruzione di un “progetto di comunità”, volto all’individuazione di bisogni della popolazione di Vespolate (giovanile e non) e di strategie di azione che possano intervenire su di essi. I ragazzi hanno compreso il compito ed elaborato un progetto per la costruzione di una autopista per macchinine telecomandate, che avrebbe una valenza positiva per la popolazione giovanile di Vespolate. Il tempo disponibile e gli impegni accademici  non hanno permesso la realizzazione concreta del progetto degli studenti.     

Sono stati inoltre somministrati due questionari: il primo precedente all’intervento educativo ed il secondo circa 3 mesi dopo la conclusione del ciclo di incontri. Una prima analisi della comparazione tra il questionario “pre” ed il questionario “post”suggerisce alcune riflessioni.

(Il numero degli effettivi partecipanti è stato ridotto a 19, dopo aver verificato la correttezza della compilazione dei questionari e l’opportuno stralcio di quelli non completi.)

 

     Figura 1 Questionario pre-intervento                                                Figura 2 Questionario post-intervento

                           


                                                            

 

Le figure 1 e 2 si riferiscono a quanti studenti, nel confronto tra i due questionari, affermano di avere avuto contatti con la cannabis o suoi derivati. Il dato di incremento potrebbe essere dovuto all’esperito aumento della fiducia tra studenti ed operatori del D.P.D.

 

 

                

                Figura 3 Questionario pre-intervento                                                     Figura 4 Questionario post-intervento

                   

 

Le figure 3 e 4 si riferiscono invece ai dati relativi a ciò che i ragazzi pensano sul consumo di alcool alla loro età. Risulta relativamente allarmante la bassa percezione della pericolosità dei preparati alcolici, proprio nel delicato periodo della sperimentazione adolescenziale di nuove esperienze; nonostante le informazioni “dell’esperto” il pregiudizio personale è più radicato. La birra risulta essere la bevanda alcolica più accettata dai ragazzi come fonte di “sballo”.

 

 

       Figura 5 Questionario pre-intervento                                                                  Figura 6 Questionario post-intervento

                   

 

Le figure 5 e 6 confermano sia la probabile tendenza a fidarsi maggiormente degli operatori del D.P.D., come pure i dati riguardanti la diminuzione dell’età di contatto con le sostanze psico-attive, delle quali l’alcool rappresenta attualmente la principale fonte di preoccupazione.

 

 

 

     Figura 7

 

La figura 7, infine, dà una chiara indicazione su dove i ragazzi possono reperire facilmente bevande alcoliche. Ciò può essere stimolo per intraprendere progetti di formazione e sensibilizzazione nei confronti dei gestori di locali pubblici dove abitualmente si consumano alcolici.

CONCLUSIONI

 

Entrambi i progetti evidenziano la scarsa tendenza dei pre-adolescenti a problematicizzare alcuni comportamenti a rischio quali il fumare sigarette, usare i derivati della cannabis e bere alcolici. Questo atteggiamento da una parte è in linea con il bisogno di emergere nella propria individualità, tipico di questa fase dell’età evolutiva, dall’altra è preoccupante per la pericolosità che tali comportamenti assumono in un fisico ed una mente in formazione e sviluppo. I programmi “evidence based”, basati su dati di fatto, come quelli appena illustrati, favoriscono la riflessione sulle corrette strategie da utilizzare per rendere gli interventi più mirati ed efficaci.

I nostri ragazzi non si accontentano più del “divieto” o del “consiglio”: necessitano di strumenti educativi che essi stessi possano applicare nelle occasioni della vita in cui sia necessaria una scelta controcorrente ed impopolare rispetto all’atteggiamento generale del gruppo. In tale ambito la Scuola di Vespolate si sta rivelando un’ottima palestra per i ragazzi, per gli insegnanti e per tutti gli operatori dei Servizi che si avvicendano, ognuno con le proprie competenze, nelle aule per “aiutare a rinforzare” il processo di crescita armonica e serena che è un diritto di tutti i giovani.

 

 

 

  
 
 
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